- Silver-Fagan Alex
- AA.VV.
- Agostino Samuel
- Albini Ester
- Allegri Sara
- Altman Peggy
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- Antonucci Lauren A.
- Austin Dan
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- Barbieri Davide
- Bargossi Alberto Mario
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- Fagioli Fabrizio
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- Wissel Hal
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- Zanon Daniela
GODERSI LA VITA: ABITUDINI SANE
Condurre uno stile di vita sano prevede attività che vanno ben oltre la passeggiata quotidiana col cane o preferire le scale all’ascensore.
Lo stile di vita comprende una serie di fattori che possono incidere sulla salute e sulla perdita di peso molto più di quanto spesso si pensi; stiamo parlando ad esempio dell’alcol, del fumo, del sonno e dello stress.
I consigli che seguono sono destinati a coloro che intendono tagliare, o almeno ridurre, i rapporti con il fumo e con l’alcol, ma che non sono sottoposti a cure mediche, oppure a chi ha problemi di stress o disturbi del sonno. Chi soffre di questi disturbi in forma grave o chi ha problemi di dipendenza, dovrebbe consultare prima di tutto un medico professionista.
SIGARETTE E ALCOLICI
Lo scopo del libro Guida completa alla perdita di peso di Paul Waters va ben oltre l’approfondimento dettagliato di quanto queste abitudini incidano sulla salute, ma sicuramente vale la pena fare un breve riepilogo delle malattie strettamente collegate al consumo di alcol e sigarette:
- Malattie al fegato
- Malattie coronariche
- Pressione sanguigna alta
- Colesterolo alto
- Cancro ai polmoni
- Enfisema
- Obesità
- Diabete di tipo 2
- Denti, unghie, pelle e capelli danneggiati
- Molte altre patologie
Tali effetti negativi non saranno certo una sorpresa per la maggior parte delle persone, eppure è stato riportato di recente che il 44% degli uomini e il 31% delle donne nel Regno Unito consumano dosi settimanali di alcol superiori a quelle raccomandate. Ciò significa che, in media, circa la metà degli uomini consuma quasi un litro di birra in una serata mentre un terzo delle donne beve più di due bicchieri di vino ogni sera.
È interessante notare come in questi anni venga sempre più supportata l’idea che bere moderatamente, seguendo le indicazioni esposte in seguito, potrebbe addirittura fare bene alla salute, in quanto il rischio di malattie cardiache è inferiore rispetto a coloro che non bevono affatto. A quanto pare, piccole quantità di alcol aumentano i livelli di colesterolo HDL, noto per essere benefico per la salute, e riducono il rischio di coagulazione. Come sempre quando si parla di alimentazione vi è un possibile rovescio della medaglia, difatti c’è chi sostiene che anche un moderato consumo di alcol potrebbe aumentare il rischio di una serie di tumori.
I benefici dell’alcol sono dunque controbilanciati da una quantità corrispondente di rischi. Per aumentare i livelli di colesterolo HDL e ridurre il rischio di coagulazione si possono comunque fare molte altre cose, come mangiare frutta e verdura e praticare più attività fisica. Bisogna ricordare inoltre che, anche se l’alcol potrebbe fare bene se assunto in piccole dosi, è piuttosto pesante a livello calorico, e non viene impiegato direttamente per produrre energia come accade con i macronutrienti; considerando che in poco tempo si assumono molte calorie senza riempire lo stomaco e che il giudizio viene alterato, possiamo affermare con certezza che bere alcol non giova alla perdita di peso.
Quante calorie contiene una comune bevanda alcolica? Dipende dalla marca e dalle dimensioni del bicchiere; in ogni caso di seguito trovate utili linee guida e una pratica “alcolatrice” per determinare il numero di calorie assunte ogni settimana con le bevande alcoliche. Le calorie variano in base alla marca e alla tipologia di bevanda; i dati sotto riportati si basano su una media di alcune delle marche più comuni. Dati più accurati si possono talvolta trovare sulle etichette delle bevande stesse.
L’“ALCOLATRICE”
Utilizzate la tabella seguente per effettuare il calcolo settimanale mediante il sistema numerico unario, inserendo cosa e quanto viene consumato ogni giorno della settimana. Una volta conteggiato il consumo giornaliero delle varie bevande a seconda della categoria, moltiplicatelo per le calorie elencate nel precedente grafico, sommate il tutto e scrivete il totale nella colonna di destra. Tale calcolo aiuta a identificare i momenti della settimana dove si è più tentati dal bere e fornisce una stima delle calorie assunte. In base ai risultati potrete eventualmente decidere di fare dei cambiamenti.
L’alcol rappresenta un fattore di rischio per l’aumento di peso e lo sviluppo di malattie non solo a causa del suo contenuto calorico, ma anche perché può determinare tutta una serie di effetti negativi sul corpo:
PRODUZIONE DI RADICALI LIBERI
Piccole quantità di alcol possono contribuire ad aumentare i livelli di antiossidanti. Per questo il vino rosso è stato oggetto di particolari attenzioni negli ultimi anni, con i suoi alti livelli di resveratrolo, un potente antiossidante. In ogni caso, consumare quantità di alcol superiori a quelle consigliate accresce il livello dei radicali liberi, noti anche come specie reattive dell’ossigeno, e può aumentare con il tempo il rischio di disturbi come il fegato grasso.
ORMONI
L’alcol agisce su una serie di ormoni e sulle ghiandole che li producono. È stato dimostrato che influisce sul controllo dei livelli di zucchero nel sangue (aumentando quindi il rischio di diabete di tipo 2), sulla metabolizzazione del calcio (aumentando quindi il rischio di osteoporosi), e sulle funzioni dell’apparato riproduttivo.
IL SONNO
È noto che l’alcol influisce sulla regolazione e sulla qualità del sonno. L’argomento verrà trattato dettagliatamente più avanti, ma vale la pena menzionare già il collegamento tra i due. Pare che l’alcol influisca sulla qualità del riposo notturno: riduce il movimento rapido degli occhi (REM), impedisce alle persone di addormentarsi profondamente e viene associato anche ai frequenti risvegli notturni. Perché tutto questo dovrebbe influire sul peso corporeo? Perché ogni nostro comportamento è strettamente legato all’altro e può influire sulle condizioni di salute: dormire poco è correlato all’aumento del peso e bere troppo alcol viene associato al dormire poco. Ricordate questa connessione.
Se un cliente mostra i sintomi di una dipendenza da alcol o se l’alcol causa dei problemi di salute, dovrebbe rivolgersi al proprio medico o a terapie di gruppo.
Bisogna menzionare anche il fumo, spesso considerato complice dell’alcol. Potreste obiettare che, sebbene fumare faccia male alla salute, non provoca certo un aumento di peso. Su questo avete ragione: la nicotina contenuta nelle sigarette, in effetti, inibisce l’appetito. Fino a pochi anni fa gli scienziati non avrebbero saputo spiegarne il motivo, ma nel 2011 un gruppo di ricercatori ha scoperto che la nicotina innesca un impulso che parte dalle cellule nervose del cervello, in particolare dell’ipotalamo Dovremmo quindi dedurre che bisogna semplicemente iniziare a fumare per favorire il dimagrimento? Probabilmente gli aspetti negativi di questo piano superano quelli positivi. Coloro che stanno cercando di smettere di fumare, invece, devono considerare un punto cruciale: l’uso dei cerotti alla nicotina può aiutare a mantenere un peso equilibrato. Quando si smette di fumare gli effetti inibitori della fame cessano e, insieme allo stress causato dalla difficoltà di smettere e alla mancanza di qualcosa da maneggiare, portano a un aumento del rischio di ingrassare.
Esistono certamente modi più salutari per prevenire l’aumento di peso quando si decide di abbandonare quel piccolo cilindro bianco; il cromo, ad esempio, che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sé in quanto può favorire l’equilibrio del livello di glucosio nel sangue, innesca gli inibitori dell’appetito all’interno del cervello. A pagina 103 troverete maggiori informazioni su come il cromo regola gli zuccheri nel sangue e sulle dosi da integrare.
Dal momento che quando si smette di fumare la fame aumenta, è logico che le persone facciano il possibile per regolare il consumo di cibi e favorire il senso di pienezza, adottando ad esempio una dieta a basso IG/CG e consumando pasti ad alto contenuto proteico.
Uno studio ha analizzato le diverse strategie che prevengono l’aumento di peso quando si smette di fumare. Risulta che l’educazione alla gestione del peso corporeo e le terapie cognitive comportamentali non abbiano funzionato, così come le diete basate su un consumo calorico molto basso, che sembrano efficaci in fase iniziale, ma finiscono con il determinare un aumento del peso. Curiosamente invece l’esercizio fisico non ha funzionato nell’immediato, ma si è rivelato un metodo efficace a lungo termine.
Quando ci si rende conto che il cliente ha bisogno di un supporto maggiore di quello che può dare un istruttore, è bene convincerlo a consultare uno specialista.
Ecco i punti chiave per riuscire a restare in forma quando si smette di fumare.
- I cerotti alla nicotina possono aiutare, tuttavia contengono nicotina quindi non rappresentano una soluzione a lungo termine.
- Gli integratori di cromo possono aiutare a regolare l’appetito e il livello di zuccheri nel sangue nei mesi successivi.
- Mangiare alimenti a basso IG/CG e assumere la giusta dose di proteine può aiutare a controllare l’appetito, mentre praticare attività fisica è sicuramente un metodo efficace per mantenere il peso.
DORMIRCI SOPRA
Sembra improbabile che distendersi e chiudere gli occhi possa influire sulla perdita di peso, ma le prove non danno adito a equivoci: dormire poco è un fattore di rischio per l’aumento di peso. Ciò è dovuto a un particolare ormone chiamato grelina. Come avete visto all’inizio del libro, si tratta di un ormone che domina la fame, pertanto ha senso affermare che più si rimane svegli più il corpo ha bisogno di energie provenienti dal cibo per riuscire ad andare avanti. Gli effetti sono particolarmente evidenti negli adolescenti, che necessitano di più sonno a causa dei cambiamenti che avvengono nel loro corpo.
C’è un altro aspetto che collega il peso al sonno: le persone obese hanno un rischio maggiore di soffrire di apnea notturna, una sindrome che interrompe temporaneamente la respirazione nel sonno e, nei casi più gravi, più volte nel corso della notte. Il peso in eccesso può influire sulla regolare respirazione, sulla struttura e sul funzionamento del sistema respiratorio. L’apnea nel sonno non va presa alla leggera perché può essere mortale; chi ne soffre potrebbe dover utilizzare delle apparecchiature respiratorie specifiche o sottoporsi a un intervento chirurgico per dimagrire, in modo da ridurre il rischio di eventi spiacevoli causati da questo problema di salute.
Naturalmente anche la mancanza di sonno ha delle conseguenze, seppur meno gravi, che influiscono sull’aumento di peso. Sembra un’affermazione ovvia, ma un’eccessiva sonnolenza diurna si manifesta prevalentemente in coloro che dormono poco la notte; la stanchezza e le successive modifiche dell’umore che ne derivano possono modificare le abitudini alimentari, in quanto le persone stanche si affidano a spuntini ad alto contenuto energetico per ricaricarsi, specialmente se presentano elevati livelli di quegli ormoni potenti che spingono a mangiare.
Pare dunque evidente che le persone abbiano bisogno di riposare, ma come possono riuscirci? Questa sezione offre consigli e suggerimenti per trascorrere notti serene.
BISOGNI
Andare a letto presto è importante, ma quando possiamo dire di aver dormito abbastanza? Gli scienziati hanno dibattuto a lungo sulla questione, ma sebbene non esista una risposta definitiva pare certo che l’ideale si aggiri intorno alle 7-9 ore. I bambini e i ragazzi ne hanno un bisogno maggiore rispetto alle persone più anziane. Può non stupire il fatto che non dormire abbastanza rischi di essere dannoso per la salute, ma è interessante sapere che anche un’eccessiva quantità di sonno potrebbe risultare nociva.
La National Sleep Foundation (2013), infatti, sostiene che dormire per più di nove ore potrebbe non giovare alla salute. Sembra proprio che superare un qualsiasi limite per eccesso o difetto può essere dannoso.
La quantità di sonno necessaria può variare da persona a persona ed essere influenzata da un certo numero di importanti fattori quali:
- Debito di sonno: un termine utilizzato per indicare l’accumulo del sonno perso. Il significato esatto del termine e le modalità per poter superare questo disturbo sono al centro di un dibattito; tuttavia, risulta evidente che le persone, in mancanza di una dose sufficiente di sonno, manifestano la comparsa di sintomi a livello fisico e psicologico. Sembra che il debito di sonno possa essere cancellato con il passare del tempo adottando abitudini più salutari.
- Esercizio fisico: chi pratica attività fisica intensa durante il giorno potrebbe avere bisogno di sonno in più per recuperare gli sforzi fatti.
- Stress: lo stress mentale, così come la fatica fisica, sforza il corpo. Avete notato quanto possa essere stancante una giornata carica di stress mentale? Molte persone praticano attività fisica proprio per sentirsi meno stanche.
- Periodo dell’anno: nelle aree più vicine ai poli, il drastico cambiamento della lunghezza delle giornate da una stagione all’altra può avere un ruolo importante sui livelli di energia. È normale avere bisogno di dormire di più durante i bui mesi invernali.
- Malattie: raffreddore, febbre, virus e simili possono esaurire i livelli di energia e aumentare il fabbisogno di sonno e di riposo.
ABITUDINI E COMPORTAMENTI
Adottare buone abitudini aiuta a garantire una quantità di sonno adeguata. Date ai vostri clienti i seguenti consigli per impostare uno stile di vita quotidiano efficace.
- Stabilire un orario per andare a dormire e mantenerlo: cercare di addormentarsi entro le 23 circa, il che significa essere a letto entro le 22 e 30.
- Staccare la spina prima di andare a letto: spegnere il computer e la TV, smettere di lavorare e prendersi del tempo per rilassarsi, magari leggendo, ascoltando la musica o facendo un bagno rilassante.
- Evitare sostanze stimolanti come tè e caffè verso fine giornata.
- Bere con moderazione: avete già visto come la qualità del sonno venga influenzata dall’alcol.
AMBIENTE
Un buon ambiente può fare la differenza.
- Preferire il buio: la luce stimola il corpo, facendolo rimanere vigile. È stato dimostrato che anche un minuscolo granello di luce sulla pelle aumenta i livelli di ormoni “combatti o scappa”, quindi è importante spegnere ogni fonte di luce come la spia della modalità in standby e dei carica batterie. Se possibile, utilizzare tendine che impediscano l’accesso alle sorgenti di luce.
- Stare al fresco: un ambiente fresco migliora il riposo notturno.
- Rendere la camera da letto un posto tranquillo: un po’ di Feng Shui può aiutare. Se la camera da letto rappresenta anche il luogo di lavoro oltre che quello in cui riposare, è facile associarla allo stress ed è più difficile staccare la spina.
Se tutto questo non dovesse funzionare, c’è sempre il vecchio metodo del contare le pecore. Pare derivi dai tempi in cui i pastori contavano il loro gregge prima di andare a dormire, un compito talmente noioso che li faceva addormentare. Purtroppo però, le poche ricerche sperimentali che sono riuscito a trovare sull’argomento sostengono che sia un metodo inefficace. Quando è stato richiesto a diversi gruppi, rispettivamente, di non pensare a niente, di immaginarsi su una spiaggia tropicale oppure di contare le pecore, quest’ultimo metodo è risultato essere il peggiore in termini di tempo impiegato per addormentarsi. Gli autori dello studio hanno suggerito che probabilmente si tratta di un procedimento molto noioso, tanto che l’individuo non è in grado di continuare a contare per una durata sufficiente da aiutarlo ad addormentarsi, mentre il pensiero di essere sdraiati sulla sabbia dorata, con le onde che lambiscono dolcemente i piedi, si è rivelato essere il metodo migliore.
STRESS
La parola stress fa venire in mente un individuo spossato, seduto davanti alla scrivania intento a strapparsi i capelli mentre il lavoro davanti a lui si accumula, oppure un genitore che cerca di conciliare lavoro e famiglia, andare a fare la spesa e cucinare, cercando disperatamente di trovare uno spazio per se stesso.
Cosa significa esattamente la parola stress? L’Oxford Dictionary (2013) lo definisce come “qualcosa che determina sforzi o tensioni”. Il dizionario suggerisce anche la stessa definizione che la maggior parte delle persone darebbe di questi tempi: “uno stato di affaticamento mentale o emotivo, oppure tensione derivante da ambienti negativi o molto esigenti”. È proprio quest’ultima definizione a gettare le basi dei consigli da seguire.
Il Comitato esecutivo per la salute e la sicurezza britannico (2012) ha dichiarato che nel 2011/2012 vi sono stati in Gran Bretagna 428.000 casi di stress da lavoro, problematica che colpisce principalmente il settore sanitario e dell’istruzione. Silenzio! Non ditelo agli istruttori di fitness e ai personal trainer.
Come per molti altri argomenti trattati in questo libro, bisognerebbe leggere e scrivere interi volumi ricchi di informazioni utili riguardo allo stress. In ogni caso, le pagine che seguono si concentreranno perlopiù sulla relazione tra stress e aumento di peso. L’argomento è più complesso di quanto potreste immaginare, dato che lo stress influenza sia fattori psicologici che fisiologici. È certo che i suoi effetti riguardano:
- L’appetito.
- I livelli di energia, l’umore e, di conseguenza, i comportamenti alimentari.
- I livelli degli ormoni, compresi cortisolo e insulina.
- Attitudini poco salutari come la sedentarietà, l’alcolismo e la dipendenza da droghe.